Ogni tanto i giornali si occupano di me. Da Buongiorno Irpinia. Fiorentino e Chiaradonna, ecco come fa il Pd. “Farli assurgere al ruolo di martiri è probabilmente eccessivo. Ma in qualche modo i due casi che in queste settimane tengono banco nelle realtà locali irpine sono il paradigma di quello che è oggi il Pd in Irpinia. Si tratta di Carmelina Chiaradonna, vice sindaco di Montella e di Gianni Fiorentino, neo assessore al Comune di Paternopoli. Non due casi minori, questo no. Ma l’esempio di quello che viene denunciato quasi unanimemente dentro il partito di via Tagliamento. E cioé lo scarso collegamento con il territorio, la scarsa attenzione verso i livelli amministrativi e, dall’altro lato, l’assoluta pletora di piccoli e grandi incarichi tra esecutivo e dintorni con l’obiettivo, spesso non centrato, di disegnare una strategia che si stenta ad individuare…
Il caso di Carmelina Chiaradonna è quello di un vicesindaco nominato in quota Ds e oggi rappresentante del Pd. Poi la richiesta dello stesso Pd di Montella di sostituirla, richiesta avanzata al sindaco Vestuto perché la Chiaradonna, componente oggi dell’esecutivo e delegata regionale dopo le Primarie del 14 ottobre, non rappresenterebbe il partito di via Tagliamento. Rispetto a questo dal partito provinciale non è arrivato alcun segnale, alcuna reazione, nessuna presa di posizione. Stesso discorso per Gianni Fiorentino. Che a Paternopoli nemmeno rappresenterebbe il Pd nonostante lo stesso Fiorentino sia componente dell’esecutivo provinciale. E anche rispetto a questo dalla segreteria provinciale non arriva alcun segnale. Insomma, la sensazione è di un partito che vuole programmare ed elaborare per non sporcarsi le mani con il territorio, con le realtà locali, con chi amministra giorno dopo giorno. Senza incarichi e senza poltroncine”.
