II Rapporto Svimez sulle province campane

10 Settembre 2008

Presentato a Salerno il “II Rapporto Svimez sullo stato dell’Economia delle province della Campania”. Una regione spaccata in tre, con Avellino e Salerno in crescita, Napoli in discesa continua, Benevento e Caserta in stagnazione. Condotta su dati Istat, l’analisi prende in esame l’economia delle province campane negli ultimi sei anni, attraverso stime per il 2007 e il 2008 elaborate dalla Svimez. Nel 2007 il valore aggiunto regionale è cresciuto dello 0,5%, e soltanto dello 0,2% nell’intero periodo 2001-2007. A incidere profondamente sulla bilancia regionale è la situazione di Napoli, che, concentrando il 50% della ricchezza prodotta in regione, condiziona negativamente l’intera area. Nel 2007 si segnala in particolare il boom di Avellino, che, con un balzo del 4,7%, ruba lo scettro di provincia più dinamica a Salerno. Salerno rallenta rispetto all’anno prima, ma registra ancora un’ottima performance rispetto alla media meridionale segnando +1,2%.

Di conseguenza, Salerno cede la prima posizione ad Avellino anche a livello di valore aggiunto per abitante: 13.300 euro contro 12.800, seguita da Napoli (che con 12.300 euro è in linea con la media regionale), Caserta (11.800) e Benevento (11.600). Nel complesso del periodo 2001-2007 infatti la provincia che ha fatto registrare la peggiore performance è proprio Napoli (-0,6%), seguita da Benevento (-0,5%). Il tasso di crescita maggiore si registra con riferimento all’intero settennio alla provincia di Caserta, che, nonostante il forte rallentamento del 2007, fa segnare un + 1,7% medio annuo. Segue Salerno con un trend positivo (+1,2% annuo) che pur con qualche rallentamento nell’ultima fase si mantiene costante nel periodo. La provincia di Avellino, infine, raggiunge un tasso medio nel periodo dello 0,8%, sintesi però di una fase di bassa crescita sino al 2005, e di una forte accelerazione nell’ultimo biennio.

A livello settoriale è il manifatturiero a tirare maggiormente (+3,2% a livello regionale, con Salerno in volata a + 13,6%, Avellino a +7,8% Caserta a +5,4%); positivo l’andamento anche nel settore delle costruzioni (Caserta +11,4%, Salerno +15,8%, Benevento +18,5%). A livello regionale rallentano i servizi, in flessione a Caserta, Salerno e Benevento, stagnanti a Napoli, in crescita sostenuta nella sola Avellino (+7%). Sul fronte della produttività Napoli è in testa con 40.800 euro nel 2007, un dato superiore alle media regionale di 39.900 euro, pur continuando a decrescere dell’1,9% dal 2001 al 2007. Seguono Caserta (40mila) e Avellino (39.300), che con Benevento fanno segnare le performances più positive.

In calo dello 0,2% l’occupazione a livello regionale, ma anche qui con una situazione di luci e ombre: Caserta perde quasi un punto percentuale (-0,9%), seguita da Napoli e Salerno (-0,4%, -0,1%). Positive invece Benevento (+0,3%) e soprattutto Avellino (+2,3%). Nel 2007 gli occupati in Campania sono scesi di 12mila unità (-0,7% rispetto all’anno precedente), mentre le persone in cerca di occupazione sono calate di 39mila unità, generando ancora una volta uno squilibrio nel mercato del lavoro. Gli occupati a livello provinciale crescono soltanto ad Avellino (+4,7%) mentre scendono sensibilmente a Caserta (-1,8%), Napoli (-1,1%), Benevento (-0,4) e Salerno (- 0,7%).

A livello settoriale è l’industria a registrare un boom di occupati (+17,4% rispetto al calo del 3% del 2006), mentre calano l’agricoltura e soprattutto i servizi (-10mila unità rispetto all’anno prima). Resta comunque forte il gap rispetto agli Obiettivi di Lisbona, con il forte peso della disoccupazione femminile (a Salerno lavorano soltanto il 33% delle donne). L’export è andato molto forte nel 2007, con un Mezzogiorno che fa registrare valori superiori al Centro-Nord: nei primi mesi del 2008 il Sud segna un incremento boom del 13%, mentre il Centro-Nord cresce del 4,4%. La Campania e le sue province dopo aver fatto segnare anche esse nel 2007 una ottima performance +11%, pongono in evidenza nei primi mesi del 2008 uno stop della espansione dell’export (-1,9%).

L’analisi a livello provinciale evidenzia performance particolarmente positive per Benevento, Caserta e Salerno che confermano nel primo trimestre del 2008 la dinamica positiva del 2007. I settori che sembrano tirare maggiormente sui mercati internazionali sia nel 2007 che nel primo trimestre 2008 nelle tre province sono l’alimentare, il sistema moda ed il comparto del vetro e dei materiali da costruzione. Napoli e, soprattutto Avellino, viceversa, si caratterizzano per incrementi più contenuti nel 2007 e sensibili flessioni tendenziali nei primi mesi del 2008.

Dei 52mila residenti nel Mezzogiorno emigrati nel 2007 al Centro-Nord (soprattutto in Emilia Romagna e Lombardia) quasi la metà è campana (25.200). l’emorragia più forte a Napoli, che perde 15.500 unità, seguita da Caserta con 3.600 unità. A questi si aggiungono le migliaia di pendolari che si spostano fuori regione per lavorare: nella provincia di Napoli sono 32mila persone, il 3,7% del totale, e 9.000 nella provincia di Caserta (il 3,5% del totale). Generalmente giovani, uomini, laureati, alla ricerca di un lavoro anche a tempo determinato o interinale. In base alle stime Svimez sarebbero quindi ben 90mila i campani che complessivamente nel 2007 si sono trasferiti nel Centro-Nord per lavorare, di questi 40 mila circa hanno trasferito la loro residenza al Nord, e altri 50 mila sono pendolari di lungo raggio, una nuova forma (più precaria) di emigrazione.

Una Risposta a “II Rapporto Svimez sulle province campane”


  1. [...] da janejacobs su Settembre 15, 2008 Dal blog di Gianni Fiorentino sullo spopolamento della [...]


Lascia un commento