L’Irpinia archivia l’antica disputa tra osso e polpa – di Aldo De Francesco (Il Mattino edizione di Avellino, 28 novembre 2007). Un anno fa, in occasione della uscita del libro: «Competitività territoriale: la Campania», un’opera di quindici volumi, a cura di Enzo Giustino, nel commentarne su queste colonne alcuni passaggi introduttivi, fummo molto colpiti dai segnali di un «declinante napolicentrismo». Per la prima volta, dopo secoli di dipendenza dalla Napoli angioina, aragonese, vicereale, borbonica, murattiana, ai territori delle odierne provincie – Avellino, Salerno, Benevento e Terra di Lavoro – veniva riconosciuto il merito di un deciso processo di autonomia identitaria (o affrancamento?) dalla ex capitale. A un anno da quelle analisi, la conferma di tale tendenza, venuta in questi giorni da uno studio di Confindustria sull’andamento dell’Economia campana (qui il video della conferenza di presentazione), ancora al centro di commenti, non può quindi continuarsi a vedere come un segnale, ma diventa, a nostro avviso, necessità di una svolta, la svolta tra un passato di auspici e un futuro di maggiori certezze. Certo l’affievolirsi della invadenza della «capitale dalla testa smisurata», ai danni di un corpo fragile e di gracili membra, costituite dalle provincie – oggi meglio attrezzate – non sarà, anzi non è ancora il raggiungimento di un traguardo, fino a qualche anno fa neppure immaginabile, di sicuro però può segnare la fine di vecchi alibi e l’inizio di un cammino, più celere e convinto, verso un moderno policentrismo, senza velleitarie antagonismi nei riguardi di Napoli. Che sarebbe una tentazione peggiore della vecchia, inesausta disputa tra «osso e polpa». Intanto il quadro che il Rapporto delinea dell’Irpinia e del suo ruolo nel contesto regionale rappresenta uno snodo incoraggiante, una oggettiva inversione. «Ha al suo attivo – vi si afferma – uno straordinario territorio montuoso e ricco di vegetazione, ottime statistiche sulla qualità della vita e una qualificata presenza industriale, soprattutto il gruppo Fiat, che convive con settori tradizionali di grande interesse, come il distretto delle pelli di Solofra o quello tessile di Calitri». Non è certo poco? Leggi il seguito di questo post »
Archivio per Novembre, 2007
L’Irpinia, l’osso e la polpa
29 Novembre 2007Regioni motore dell’innovazione
29 Novembre 2007Il documento di lavoro “Regions Delivering Innovation through Cohesion Policy” (Le regioni motore dell’innovazione grazie alla politica di coesione, .pdf – in inglese) è stato preparato per la riunione informale dei ministri della politica regionale, che si è svolta nelle isole Azzorre il 23-24 novembre (qui il discorso della Commissaria Danuta Hubner). Il documento contiene un’analisi sull’evoluzione dell’innovazione come elemento chiave dei programmi della politica di coesione 2007-2013. L’innovazione abbraccia quattro categorie di spesa: RSTI (ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione), imprenditorialità, TIC (tecnologie dell’informazione) innovative e risorse. Si rileva inoltre il ruolo pioneristico svolto nel corso degli anni dalla politica di coesione a sostegno dell’innovazione nell’ambito dell’UE. Leggi il seguito di questo post »
A proposito di comunità
29 Novembre 2007Dimmi dov’è il tuo campanile – di Michel Kubler, “La Croix”. Fino a ieri, le comunità cristiane d’Occidente riflettevano le diversità della società. Quelle di domani saranno più “caratterizzate”? Una realtà sociale dell’Occidente contemporaneo che segna sempre più la vita ecclesiale è data dall’estrema mobilità della popolazione che fa sì che le comunità cristiane siano formate sempre più da gruppi di persone che si scelgono. Se a ciò aggiungete un massiccio individualismo postmoderno, vedrete saltare “il chiavistello” che tratteneva le persone all’ombra del campanile più vicino. La frequentazione delle parrocchie si fa ormai secondo criteri che non hanno più granché a che vedere con la nozione di territorio: costrittiva per secoli, essa è scomparsa dal paesaggio ecclesiale così come, nello stesso periodo, il parroco incaricato ha smesso di abitare nella canonica locale. I parrocchiani si sono dunque presi la loro libertà, andando a “praticare” dove volevano, cioè, nella maggior parte dei casi, altrove. L’automobile ha senz’altro favorito questa evoluzione, ma è stata soprattutto la rimozione dalla mente dell’obbligo di fedeltà territoriale ad incoraggiarli. Anche altri comportamenti religiosi ne sono d’altronde segnati. Leggi il seguito di questo post »
Carta degli aiuti di Stato 2007-2013
28 Novembre 2007La Commissione europea, con decisione del 28 novembre 2007, ha approvato la carta italiana degli aiuti di Stato a finalità regionale per il periodo 2007-2013. L’approvazione della carta degli aiuti di Stato, unica per tutta l’Italia, è un atto propedeutico dal quale dipende, tra l’altro, l’operatività di alcune importanti norme di agevolazione, quali ad esempio il credito d’imposta agli investimenti, nonché altri aiuti regionali, nelle aree dell’obiettivo Convergenza ammesse alla deroga dell’art. 87.3.a) – intero territorio delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata – e nelle aree dell’obiettivo Competitività ammesse alla deroga dell’art. 87.3.c) fino al 31 dicembre 2013 ovvero a titolo di phasing-out fino al 31 dicembre 2008. Per il periodo 2007-2013 le Regioni Campania, Calabria, Puglia e Sicilia rientrano interamente nelle aree “87.3. a)”, zone che presentano un livello di PIL inferiore al 75% della media comunitaria, nelle quali l’aiuto a finalità regionale può essere più intenso. Qui la mappa degli aiuti di stato e l’elenco delle aree ammissibili (anche: comunicato stampa del DpS).
Dov’è finito l’oro di Napoli
23 Novembre 2007“Al Sud anche spendere costa fatica. Dall’Europa all’Italia, periodo 2000-2007, sono giunti 31 miliardi e 900 milioni di euro. Fondi straordinari per un piano straordinario involto al Mezzogiorno, area definita a forte deficit strutturale. All’oro di Bruxelles s’è aggiunto l’oro di Roma: il governo nazionale ha cofinanziato il piano contribuendo con circa 14 miliardi di euro. E siamo a 46 miliardi di euro. I privati, nel loro piccolo, avrebbero dovuto dare- il segno della loro partecipe e fattiva azione: cinque miliardi e spiccioli. In totale (a+b+c) la cifra di quel che appare la versione monstre del piano Marshall è giunta a toccare la soglia lunare dei 51 miliardi e duecento milioni di euro. Che è solo la prima tranche di aiuti. Dal prossimo gennaio al 2013 sono programmati investimenti che mobiliteranno risorse ancora più ingenti (100 miliardi di euro). Spesi il 63 per cento dei fondi «disponibili, impegnati (cioè solo programmati o già in corso di realizzazione) quasi il 93 per cento dei soldi. Quasi tutto insomma quel che c’era in borsa sarà speso. E come? E dove? Svaniti, come inghiottiti da una burocrazia famelica. Spesso, troppo spesso, sprecati e bruciati. Lingue di fuoco, un grande falò che ancora arde…”. Così Antonello Caporale su Repubblica.
Banda larga nelle aree depresse
23 Novembre 2007La Corte dei Conti dice la sua sull’indagine sulla diffusione delle infrastrutture della “banda larga” nelle aree depresse, realizzata da Infratel Italia spa: le amministrazioni devono impegnarsi di più per colmare lacune e criticità. Lo studio, prodotto, in base ad un accordo di programma, con i fondi stanziati nel bilancio del Ministero delle Comunicazioni, evidenzia, in fase realizzativa, leggeri scostamenti dei chilometraggi di rete realizzati rispetto a quelli preventivati. Viene rilevata, inoltre, una copertura non soddisfacente di banda larga nelle aree comunali (solo il 23%) e nelle centrali telefoniche (20%), e l’affidamento di incarichi consulenziali senza specificare i criteri di selezione. Qui il testo integrale della relazione “Interventi per infrastrutture a banda larga nelle aree depresse“.
Campania 2007-2013: i documenti
21 Novembre 2007Facciamo il punto sulla situazione dei documenti di programmazione adottati dalla Commissione Europea per la Campania. Nel ciclo di programmazione 2007-2013 i Programmi Operativi sono “monofondo”, vale a dire che ciascun PO sarà cofinanziato da un solo Fondo strutturale. Per la Campania c’è, dunque, il PO finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e il PO finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE). C’è poi il PSR – Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2013 della Campania approvato dal Comito STAR dell’Unione Europea.
Il Programma Operativo Regionale della Campania Fesr 2007-2013 (.pdf) – adottato con decisione della Commissione Europea l’11 settembre – costituisce il quadro di riferimento per l’utilizzo delle risorse comunitarie del FESR (Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale) per garantire la piena convergenza della Campania verso l’Europa dello sviluppo. Esso definisce la strategia di crescita regionale per i prossimi sette anni, individuando sette Assi prioritari di intervento: Sostenibilità ambientale ed attrattività culturale turistica; Competitività del sistema produttivo regionale; Energia; Accessibilità e trasporti; Società dell’Informazione; Sviluppo urbano e qualità della vita; Assistenza tecnica e cooperazione. Leggi il seguito di questo post »
Legge finanziaria 2008 e Comunità Montane /2
21 Novembre 2007Ultimo aggiornamento (gennaio 2008): disponibile il testo delle norme (.doc) della Finanziaria 2008 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 dicembre 2008 con le norme relative alle Comunità Montane.
Aggiornamento del 17 dicembre 2007: disponibile il testo delle norme (.doc) della Finanziaria relativo alle Comunità Montane come approvato alla Camera il 15 dicembre 2007. Il testo ora passa al Senato.
Aggiornamento del 12 dicembre 2007: disponibile il testo dell’articolo della Finanziaria relativo alle Comunità Montane come riformulato in Commissione Bilancio della Camera (in accoglimento delle richieste degli Enti montani).
Aggiornamento del 3 dicembre 2007: disponibile il Documento Uncem di valutazioni e proposte emendative alla Finanziaria 2008.
Nella seduta pomeridiana del 15 novembre l’Aula del Senato ha dato il via libera – con 161 voti favorevoli e 157 contrari – alla Finanziaria 2008 (ddl 1817), alla Nota di variazioni al bilancio e al Bilancio (ddl 1818). La manovra verrà ora esaminata dalla Camera dei Deputati. E così anche il taglio alle Comunità montane, inserito nell’articolo 13, è stato approvato dai senatori. Adesso ci si aggrappa alla Camera, dove i parlamentari di maggioranza e minoranza dicono che il testo relativo agli enti montani potrà essere modificato. Ma c’è chi avanza più di un dubbio: se l’articolo 13 (.pdf) non è stato variato o addirittura cancellato al Senato, dove la maggioranza ha pochissimo vantaggio sulla minoranza e dunque è più disponibile a recepire le richieste che provengono dai partiti di governo, è difficile che i ministri accettino di trattare su questo argomento alla Camera, dove la differenza, quanto a numero di voti, tra centrosinistra e centrodestra è decisamente più ampia. Eppure Enrico Borghi, presidente nazionale dell’Uncem e dirigente del Partito democratico, si dice certo che la modifica arriverà: “La risicata maggioranza è il motivo che ha costretto i senatori a votare la Finanziaria, compreso l’articolo 13. Ma alla Camera ho garanzie che si riaprirà l’argomento. Anche i deputati del Pd sono d’accordo nel rivedere le regole sugli enti montani”.
Verso il Piano Strategico per Avellino /4
19 Novembre 2007Il futuro di una città è qualcosa di più e di diverso da una discussione senza criteri e senza regole. “Currently, more than half of the world’s population lives “in the city”. In 1900, the urban population was barely 10%. In 1950, it was 30%. According to the United Nations, this percentage will climb to more than 60% in 2030. A percentage which has already been largely exceeded in Europe, since 74% of European citizens live in urban areas. It is therefore no exaggeration to say that the future of mankind is very closely linked to the urban issue. How will these billions of individuals live? What will be the development framework of the city of tomorrow as regards urban and architectural quality, economic activity and employment, mobility, the presence of green spaces and social cohesion? Globalisation, urban diversity, territorial discrimination, urban marketing, innovation and sustainable management, structuring urban projects, governance, the role of the State, the Regions and private sector stakeholders, etc. are just some of the key issues which now require fundamental, far-reaching analysis in the context of the city’s future…” (The City of Tommorow).
Check-up Mezzogiorno 2007
5 Novembre 2007Presentata la nuova edizione del Check-up Mezzogiorno (5,1 MB), la raccolta di indicatori statistici sul posizionamento socio-economico e competitivo dell’area meridionale. Realizzata da Confindustria-Area Mezzogiorno e dal Centro Studi dell’IPI, la raccolta consente di valutare la posizione del Mezzogiorno rispetto all’area del Centro-Nord, alla media dell’Italia, agli altri paesi della Ue e del Mediterraneo. Nel Check-up di ottobre trovano conferma i noti squilibri territoriali, con ampi ritardi del Mezzogiorno sia sul fronte economico che sociale: rispetto alla media nazionale il tessuto imprenditoriale è ulteriormente frammentato e orientato verso produzioni a basso contenuto innovativo; la presenza sui mercati internazionali è modesta e si associa, al netto dei prodotti petroliferi, a una progressiva erosione delle quote di mercato. La vitalità demografica del tessuto imprenditoriale si inserisce in un contesto caratterizzato da un’elevata numerosità di delitti denunciati (in particolare connessi con le attività economiche) e da una contenuta ricchezza pro capite: come conseguenza, il tasso di sopravvivenza a cinque anni delle imprese è sensibilmente inferiore ai valori del Centro-Nord. Leggi il seguito di questo post »
