Il Consiglio Regionale della Campania ieri ha approvato il disegno di legge per gli incentivi alle imprese per l’attuazione del Paser (Piano di azione per lo sviluppo economico regionale) e relativi regolamenti attuativi (quello del contratto di programma regionale, del credito di imposta per nuovi investimenti in Regione Campania, del credito di imposta per l’incremento dell’occupazione, degli incentivi per l’innovazione e lo sviluppo e per il consolidamento delle passivita’ a breve). Il provvedimento riguarda il sistema integrato di incentivi a favore delle imprese e prevede diversi strumenti di sostegno per le attivita’ produttive: il contratto di programma regionale, gli incentivi per nuovi investimenti con procedura automatica e il credito di imposta regionale per nuovi investimenti produttivi, che mette a disposizione delle imprese benefici fiscali sotto forma di credito di imposta e di bonus fiscale commisurato alle spese sostenute per gli investimenti; gli incentivi per l’incremento dell’occupazione che mette in campo incentivi sulla base della stabilizzazione occupazionale. Sono anche previsti incentivi per l’innovazione e lo sviluppo (investimenti con procedura valutativa) ed incentivi per il consolidamento delle passivita’ a breve, per la creazione di liquidita’ aziendale. Gli ultimi articoli del disegno di legge disciplinano, infine, le modalita’ di procedura di attuazione degli strumenti di incentivazione, le attivita’ di monitoraggio e valutazione e un nuovo modello di funzionamento dell’area generale di coordinamento economico per una gestione integrata del sistema. Molto significativi un emendamento e un subemendamento, approvati dall’Aula, con i quali si subordina al parere della Commissione consiliare la ripartizione delle risorse tra i diversi comparti, settori e ambiti territoriali, di competenza della Giunta regionale. (Asca)
Archivio per Ottobre, 2007
Legge per gli incentivi alle imprese
31 Ottobre 2007Strategia di Lisbona – Secondo Rapporto
30 Ottobre 2007Il Consiglio dei Ministri del 23 ottobre ha approvato il Secondo Rapporto sullo stato di attuazione della Strategia di Lisbona (file in formato .pdf). Il Rapporto raccoglie in modo organico e secondo le priorità di politica economica le azioni del Governo per raggiungere gli obiettivi della strategia di Lisbona e risponde alle Raccomandazioni e osservazioni, formulate nello scorso marzo dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea in occasione della valutazione del precedente rapporto: stabilità di bilancio, concorrenza e liberalizzazioni, divari regionali di occupazione, qualità dell’istruzione, ricerca, infrastrutture, sviluppo sostenibile. Il Rapporto dà anche particolare risalto alle politiche per la giustizia e la sicurezza, per il loro impatto trasversale sulla competitività e sul contesto macroeconomico del Paese. La priorità europea “energia” viene inoltre trattata approfonditamente, per dar conto di tutti i filoni di azione in corso, come quello sulle rinnovabili e i cambiamenti climatici. Un elemento di novità è inoltre la Nota aggiuntiva su “Donne, Innovazione, Crescita” (file in formato .pdf). Leggi il seguito di questo post »
Fondi perduti
22 Ottobre 2007Spesi 51,2 miliardi di euro in sei anni, ma i risultati sono zero. Sono i numeri, sconfortanti, degli investimenti destinati allo sviluppo del Mezzogiorno dal 2000 al 2006. Lo rifersice un articolo de “La Stampa” che sottolinea che “a mettere nero su bianco questi due numeri distantissimi tra loro, in una ricerca durata tre anni, lunga mille pagine e commissionata dal Governo italiano, e’ un team di economisti della London School of Economics e della societa’ di consulenza Vision & Value”. Si tratta, sottolinea il quotidiano torinese, “di una cifra di circa quattro volte piu’ grande della manovra sul welfare che sabato ha portato in piazza circa 1 milione di persone”. L’immagine che viene fuori e’ quella di una sostanziale “autarchia” del Meridione d’Italia, spiega Francesco Grillo di Vision & Value, uno dei ricercatori che ha lavorato al progetto. Il Sud appare “tagliato fuori dalla globalizzazione”, completamente chiuso ai flussi degli investimenti, almeno al livello legale. Per il livello illegale il discorso, dice il quotidiano ” e’ ben diverso, ma non rientra tra gli oggetti della ricerca”. Leggi il seguito di questo post »
L’attuazione finanziaria del QCS Obiettivo 1
17 Ottobre 2007La Ragioneria Generale dello Stato fornisce i dati del livello di attuazione complessivo al 31 agosto 2007 degli Interventi comunitari nel Mezzogiorno, che risultano pari al 69,3 % degli stanziamenti complessivi (qui il Monitoraggio degli interventi comunitari, pdf). In valori assoluti, nelle aree dell’Obiettivo 1 risultano essere stati spesi quasi 32 mld di euro, a fronte di oltre 45,7 mld di euro di impegni giuridicamente vincolanti assunti entro tale data. Restano da spendere entro il 31 dicembre 2008 (data limite per la realizzazione della maggior parte della spesa) circa 14 mld di euro. Tra gli Assi Prioritari di intervento del Quadro Comunitario di Sostegno quello che manifesta la migliore performance attuativa è l’asse 6 “Reti e nodi di servizio” con pagamenti per oltre 7,7 mld di euro. I Piani Operativi Nazionali hanno effettuato pagamenti per 11,8 mld di euro, ovvero 83,7 % del contributo totale, mentre i programmi a titolarità regionale (POR) superano i 20 mld di euro spesa, pari al 63 % della cifra totale a disposizione per il periodo di programmazione 2000-2006. La migliore performance attuativa continua ad essere quella del “PON Sviluppo Imprenditoriale Locale” che ha utilizzato risorse pari al 89,2%. Il “POR Molise” mostra la migliore capacità realizzativa, con pagamenti pari al 78,7 % del contributo totale 2000-2006, seguito dalla Basilicata (al 68,6%). Entrambi questi programmi hanno già raggiunto delle quote di impegno superiori alla dotazione dei programmi. Per ciò che concerne l’analisi dell’andamento finanziario per Fondo Strutturale è da segnalare che è il FSE (Fondo Sociale Europeo) a mostrare il migliore avanzamento, ovvero il 71,3 % con un ammontare di pagamenti di quasi 4,8 miliardi di euro.
Primarie 14 ottobre 2007: come si vota
10 Ottobre 2007
Rapporti sulla legislazione
10 Ottobre 2007Per approvare una legge regionale, in Campania, possono occorrere più di 400 giorni, anche se in media ne “bastano” 157: ad attestarlo è il Primo Rapporto sulla Legislazione regionale (disponibile qui). Ventiquattro i provvedimenti licenziati nel 2006, solo due con un iter inferiore ai 30 giorni. Peggio del Consiglio regionale campano fa solo quello del Trentino Alto Adige che, nel 2006, non è riuscito ad approvare nessuna legge nell’arco di un mese. Si consiglia altresì la lettura del Rapporto 2006 sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea (parte prima e parte seconda) realizzato dall’Osservatorio sulla legislazione della Camera dei deputati.
Sviluppo locale è partecipazione
9 Ottobre 2007Articolo di Mariano D’Antonio (da Il Mattino, 8 ottobre 2007). Le politiche di sviluppo locale sono da alcuni anni la nuova frontiera dell’economia, specie nel Mezzogiorno. Hanno sostituito la vecchia programmazione gestita dall’alto, dai centri di decisione come la Cassa per il Mezzogiorno ormai scomparsa, che da Roma disegnavano gli interventi da realizzare per le infrastrutture, gli incentivi alle imprese, la formazione professionale e disponevano delle necessarie risorse finanziarie. La vecchia programmazione si è dimostrata nel tempo incapace di rispondere alle necessità del territorio del Sud fattosi più complesso ed articolato nonché ai cambiamenti delle istituzioni pubbliche, al decentramento d’importanti funzioni dai ministeri agli enti locali. La nuova programmazione orientata allo sviluppo locale, promosso, come si dice, dal basso, stenta però ad affermarsi nel Mezzogiorno dove le Regioni e i Comuni hanno dimostrato da dieci anni a questa parte di non essere in grado di svolgere appieno i loro nuovi compiti a sostegno dell’economia. Perché mai? Cosa impedisce agli enti locali del Sud di fare la loro parte nella promozione dello sviluppo locale? A queste domande risponde indirettamente un bel libro di una sociologa, Maria Teresa Bartoli, «Pratiche inclusive e beni relazionali. Tra opportunismo e partecipazione». Cerchiamo di capire di che si tratta, perché questo lavoro è importante e andrebbe letto e meditato soprattutto dai politici della Campania che amministrano gli enti locali. Leggi il seguito di questo post »
Rete delle città medie della Campania
4 Ottobre 2007E’ partita ufficialmente la fase di attuazione della strategie di sviluppo urbano del nuovo ciclo di programmazione 2007-2013 per la Regione Campania. Tale strategia è inserita nell’Asse VI del Por Fesr approvato dalla Commissione europea e prevede investimenti pari a 1,5 miliardi di euro nel settennio. Le 19 città medie del Campania (con popolazione superiore ai 50.000 abitanti) hanno prodotto e condiviso i documenti propedeutici (protocollo d’intesa e linee guida) per la definizione dei nuovi “Progetti integrati di rigenerazione urbana” (Più Europa) annunciando altresì la loro costituzione in “Rete delle città medie campania”, avvenuta su proposta dell’Anci Campania e con il supporto tecnico del Progetto Postit. La Rete avrà sede presso l’Anci Campania. Essa si propone di assicurare un contributo unitario e coordinato delle città medie campane ai lavori del Tavolo Regione-Città; di concorrere al raggiungimento degli obiettivi di servizio fissati dal QSN, partecipando al processo di definizione del piano d’azione regionale e alla premialità stabilita dalla Delibera CIPE del 20 settembre 2007; di fornire alle singole città associate servizi di informazione e supporto per la ideazione e attuazione dei propri progetti di rigenerazione urbana; e infine di contribuire alla valutazione in itinere (e alla formulazione delle eventuali revisioni) dell’Asse VI, Sviluppo urbano e qualità della vita del POR Fers Campania.
Associazionismo comunale: contributi
2 Ottobre 2007L’Assessorato regionale ai Rapporti con il sistema delle autonomie e dei piccoli comuni, guidato da Andrea Abbamonte, ha definito la graduatoria dei quattordici progetti finanziati con i contributi di attivazione dei fondi 2006 (1,5 milioni di euro) e i provvedimenti per l’accesso ai contributi a sostegno dell’associazionismo per l’anno 2007 (circa 3 milioni di euro). “Con questi provvedimenti valorizziamo ulteriormente i servizi associati dei piccoli comuni – spiega l’Assessore Abbamonte – e, al tempo stesso, semplifichiamo la filiera istituzionale, rafforzando il ruolo delle Comunità montane. Non è un caso, infatti, che rispetto agli anni precedenti il numero delle Comunità montane finanziate è raddoppiato”. Leggi il seguito di questo post »
Sul “quanto” e sul “come”
2 Ottobre 2007“Il Sud deve e può diventare un’opportunità per l’intero Paese ma serve una svolta nella gestione delle risorse. Ripartiamo con scelte coraggiose: meno incentivi e più investimenti pubblici; programmazione unitaria e quindi programmi strategici complessivi da parte delle regioni e stop a progetti spot; meccanismi premiali per le amministrazioni che raggiungono target di servizio capaci di migliorare la vita della collettività; nuova scommessa sulla capacità e responsabilità delle Regioni di fare buona progettazione ed essere tempestivi nella spesa con un incremento di risorse sui programmi regionali rispetto al passato; assunzione di responsabilità da parte di tutti; nuovo slancio civico e uno sforzo di tutti a non pensare più in termini localistici né al Sud, né al Nord, indirizzando invece le energie su progetti di ricaduta ampia. Le risorse ci sono in Finanziaria e fuori e non ha nessun fondamento il timore di sottrazione di fondi indirizzati al Sud. … Oltre alle risorse previste nella legge Finanziaria, che presenta un formidabile impegno per il Sud, c’è il quadro strategico nazionale che ammonta a 100 mld di euro per sette anni. E’ veramente incredibile che di fronte a cifre di questa portata si continui a discutere sul “quanto” e mai sul “come”: dobbiamo essere consapevoli che i soldi possono anche fare male se non utilizzati bene e che lo sviluppo del Sud passa anche attraverso un grande sforzo di innovazione e di crescita della competitività del Nord”. Così Pierluigi Bersani nella sua relazione introduttiva (.pdf) al recente convegno di Napoli “Mezzogiorno 2007-2013. Partecipazione e responsabilità alla prova del cambiamento”.
