Diffusi il 23 maggio i contenuti della 15a edizione del Rapporto annuale sulla situazione del Paese (qui una sintesi in pdf., 112 kb), principale strumento di analisi sugli aspetti economici, demografici e sociali, prodotto ogni anno dall’Istat. In esso si legge tra l’altro che “…la debolezza del tessuto produttivo e sociale fa sì che, ancora oggi, le aree interne del Mezzogiorno siano la principale origine delle migrazioni interne di lungo raggio. Queste comportano costi rilevanti che, in assenza di policy, gravano sugli individui e sulle famiglie. Questa considerazione apre un dilemma: se sia più opportuno operare sul fronte della mobilità interna, in modo da alleviarne i costi diretti e indiretti assumendo per dato l’assetto territoriale del sistema produttivo, oppure promuovere la rilocalizzazione delle attività economiche, soprattutto verso il Mezzogiorno. I sistemi locali meridionali sono tuttora “autarchici”, tagliati fuori dal fecondo interscambio tra territori che si realizza per il tramite dei rapporti tra headquarter d’impresa e stabilimenti di produzione…”.
